Monitoraggio sullo stato dell'open data in Italia dopo l'open by default

Gio, 14/02/2013 - 17:30

In seguito alle recenti modifiche del quadro normativo sulla gestione del patrimonio informativo delle pubbliche amministrazioini ed in particolare l’assunzione del principio ‘open by default’, il portale Dati.gov.it offre alcune considerazioni e precisazioni sull'attività di monitoraggio e sullo stato dell’open data in Italia.

In relazione all'effetto della conversione in legge dell’Art.9 del D.lgs. 18 ottobre 2012 n. 179, che modifica l’art. 52 del Codice dell’Amministrazione Digitale, si segnala che:

  • A partire dal 18 marzo 2013, scadenza dei novanta giorni previsti dalla Legge, dati e documenti pubblicati online dalle amministrazioni titolari - senza una esplicita licenza d’uso che ne definisca le possibilità e i limiti di riutilizzo – sono da intendersi come dati aperti, quindi dati che possono essere liberamente acquisiti da chiunque e riutilizzabili anche per fini commerciali.
  • Il concetto di open data, inteso come subset del più ampio concetto di PSI (public sector information), nel contesto italiano assume un rilievo molto più evidente, i due concetti diventano per certi versi molto vicini tra loro.
  • Per quanto riguarda l’attività di monitoraggio dell’open data in Italia, dati.gov.it si propone di rappresentare un riferimento su quali sono realmente le iniziative di open data strutturate e portate avanti con consapevolezza dalle amministrazioni italiane e far emergere tali esperienze come best practices trasferibili.

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